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L'altra America
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domenica, 17 aprile 2005 IL CIMITERO DEL CARCERE VA IN MALORA
Nel cimitero dove verranno seppelliti gli uomini e le donne del braccio della morte del Texas dopo l’esecuzione, ci sono spoglie che nessuno ha mai reclamato. Situato al centro della cittadina di Huntsville, dove i condannati arrivano solo per essere giustiziati, Peckerwood è un luogo molto bello, dove spesso soffia una leggera brezza grazie alla posizione leggermente rialzata, ha prati impeccabili e pini curatissimi. L’aspetto è delizioso, tanto che, se non fosse per le croci, nessuno si accorgerebbe neppure di essere in un cimitero.
Eppure, il luogo sta andando in malora, non in senso concreto ma in quello morale. Ne è sorpreso persino Jim Willett, che fu per oltre 30 anni incaricato di dare il via alle esecuzioni. L’area donata da Sanford Gibbs alla città di Huntsville è stata usata per seppellire detenuti da quando venne creato il complesso carcerario che comprendeva anche il vecchio braccio della morte, ovvero da metà del 1800. Le croci delle persone giustiziate non hanno altro che il numero con cui il condannato era stato registrato dall’amministrazione, ma ce ne sono molte altre completamente bianche.
Nessuno si aspetterebbe di trovare tombe monumentali in un cimitero annesso ad un penitenziario ma si resta sconcertati davanti alla mancanza di rispetto per i resti mortali dei detenuti. Perkwood doveva sorgere più in là, ma le autorità della cittadina decisero invece di usare il terreno immediatamente accanto al complesso carcerario per seppellire i morti. Qui vengono a piangere madri, mogli e padri dei giustiziati. Ma i loro congiunti non possono avere un nome.
Prima del 1974, le morti non venivano registrate ed è ormai impossibile stabilire chi giaccia sotto le croci anonime. Tra i pochi resti identificabili ci sono quelli di un capo-tribù indiano di nome Santana, che preferì saltare da una finestra della prigione pur di non passare in cella il resto dei suoi giorni. Gli altri sono morti qualunque, dimenticati da tutti.
Le prime croci furono realizzate in legno ma le intemperie le corrosero presto e le autorità decisero di passare al marmo. Per seppellire i detenuti si usa una cassa di legno semplice dopo aver infilato il corpo in un sacco di plastica poi sigillato. Ufficialmente il costo non supera i 2000 dollari, ma esiste un imponente traffico di mazzette che fa lievitare il prezzo di un funerale fino ad almeno 6000. Un buon margine, se si considera che i materiali impiegati, tra legno e marmo, non superano neppure i 200 dollari. Se una famiglia vuole una piccola lapide, dovrà pagarne altri 500 almeno ma il colore dovrà essere gradito all’amministrazione che, naturalmente, vieterà l’incisione del nome. domenica, 03 aprile 2005 DANNY BROWN: RIVOGLIO IL MIO NOME E ANCHE LA VITA
Danny Brown, afro americano, fu condannato per un crimine mai commesso. Confidandosi con un giornalista, ha rivelato gli aspetti più sconosciuti della giustizia americana. Doveva scontare 19 anni di carcere ed è riuscito solo per miracolo a dimostrare la propria innocenza.
Il crime di cui Danny era stato accusato, risale all’ormai lontano dicembre del 1981, primo anno della presidenza Reagan. Ma ancora oggi che è finalmente libero, l’uomo non riesce a capire perché abbiano incriminato proprio lui. Eppure, il verdetto della giuria, emesso il 24 settembre 1982 diceva chiaramente che Brown era stato riconosciuto colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio”, come prevede la legge degli Stati Uniti. E oggi che ha 49 anni, l’ex detenuto non riesce a perdonare coloro che molti anni lo derubarono delle più belle stagioni della vita. La detenzione nel penitenziario di Mansfield deve essere stata troppo dura perché un possa scrollarsela di dosso solo volendolo.
Nel 1981, Danny Brown fu accusato della morte di Bobbie Russell, violentata ed uccisa nel proprio appartamento. Non aveva soldi e non poteva permettersi un avvocato competente. Oltretutto, la Pubblica Accusa voleva a tutti i costi la sua condanna e ci sarebbe voluto un vero e proprio principe del foro per scagionare Danny. Una volta pronunciata la sentenza, il giovane afro americano non ebbe più alcuna opportunità di farlo.
L’anno in cui Brown finì a Mansfield, i San Francisco 49 vinsero il Super-Bowl ,in cima alle classifiche discografiche c’era Olivia Newton-John con “Physical” e nei cinema usciva “I Predatori dell’Arca Perduta”. L’omicidio di Bobbie Russell sconvolse la gente dell’Ohio, che ritrovò la tranquillità solo dopo la condanna di Danny.
Quando venne tradotto in carcere, l’uomo perse anche il lavoro come commerciante d’auto che aveva mantenuto per anni. Fu l’inizio di un lungo incubo: per lui non ci furono più partite di base-ball o ragazze, ma solo una cella nella quale avrebbe dovuto trascorrere anni ed anni. Come commerciante d’auto, sapeva che non tutti i veicoli venduti per buoni lo sono effettivamente ma non avrebbe mai creduto che la giustizia funzionasse allo stesso modo. Aveva ancora negli occhi la visione di Bobbie e la sua morte lo aveva talmente rattristato che non riusciva a capire perché avessero incolpato lui. Il giudice aveva chiamato a deporre il figlio di Bobbie che si era contraddetto tante volte, ma le poche paroline pronunciate in aula da Jeffrey erano bastate per far condannare Danny.
Il ragazzo aveva rifiutato di dichiararsi colpevole in cambio di uno sconto della pena, perché aveva fede nella giustizia e sperava di vederla trionfare. Non sapeva che esistono almeno 100.000 casi in cui un innocente è stato condannato all’ergastolo o a morte negli Stati Uniti. False testimonianze, sparizioni di prove, procedimenti sbagliati hanno distrutto molte vite.
Nel 2001, il vero colpevole è stato scoperto grazie al test del DNA, ma Brown non ha avuto alcun risarcimento dallo Stato. L’Ohio non ha soldi per i risarcimenti e si limita ad offrire ai detenuti che lasciano il carcere un vestito per tornare a casa. A Brown non importa: a 49 anni, si è iscritto all’università e spera di terminarla. Per lui, il mondo è ancora uno spazio da esplorare.
Bianca Cerri lunedì, 21 marzo 2005 AMERICA AL CROCEVIA TRA POLITICA E FONDAMENTALISMO Gli americani sono abili in tante cose ma sembra che non riescano proprio a districarsi tra fede e politica, il che, a lungo andare, rischia di trasformarsi in una grave forma di miopia sociale che avrà per risultato presidenze come quella tragica attualmente in vigore. La destra religiosa, che è il pane quotidiano di George Bush, a sua volta, confonde, o finge di confondere, la cosa pubblica con la morale. Ma che fine farà la democrazia, se la strada che il paese ha davanti è tutta in salita?. Negli ultimi mesi, le università degli stati più tradizionalisti hanno varato corsi religiosi di ogni specie. E' tutto un pullulare di predicatori che incitano gli studenti alla conversione, riferendosi a coloro che non vogliono farlo come "soggetti che non hanno ancora visto la luce". Qualche volta, gli anatemi vengono anticipati: studentesse incinte che non hanno ancora abortito, omosessuali dichiarati, coppie miste vengono apertamente additati come peccatori. Nei cosiddetti "stati rossi", ovvero quelli dove Bush ha preso più voti, molte persone, insegnanti compresi, prendono dannatamente sul serio sia gli anatemi che coloro che li lanciano. Sono stati messe in scena anche commedie a sfondo religioso, dove gli studenti che "non accettano il Signore" fanno inevitabilmente una brutta fine. Se un'auto con tre o quattro studenti si schianta malauguratamente addosso a un palo, ecco subito comparire un predicatore che ricorda ai compagni ancora vivi che solo mettendosi sotto la protezione dell'Altissimo potranno evitare una fine tanto tragica. Dopo l'11 settembre, molti hanno iniziato a crederci. La paura è diventata un vero e proprio investimento …. martedì, 01 marzo 2005 REDUCI A PERDERE
Sono ben 500.000 i reduci delle varie guerre imperialiste USA che, nel corso del 2005, si ritroveranno a vivere in mezzo alla strada. Molti di loro sono tornati dai fronti completamente incapaci di dirigere la propria vita. Alcuni lavorano ma la paga non è sufficiente ad assicurare loro una casa. Marsh è uno di loro: lavora ma fatica a vivere e, per la sua esistenza di vagabondo, ha scelto la città dove aveva trascorso l'infanzia. Si lava con l'acqua fredda, anche quando gela e sempre sotto l'occhio dei passanti. Come molti altri reduci, Marsh ha avuto problemi con la dipendenza da sostanze stupefacenti. I più hanno iniziato al fronte. Nonostante la vita disagiata e il problema della dipendenza, alcuni homeless dimostrano tuttavia di avere doti intellettive sorprendenti. Marsh, ad esempio, è un meccanico abile, capace di ricostruire il motore di un auto dalla a alla z. Non era destinato alla strada, ma la vita ha deciso diversamente. Lo stipendio di soli 800 dollari e rotti lo ha obbligato a scegliere tra mangiare e avere una casa. Racconta di essere stato un tempo una persona completamente diversa, poi le difficoltà l'hanno piegato. Non tutti i reduci devono affrontare difficoltà quotidiane come Marsh. Una risoluzione approvata all'unanimità dal Congresso prevede che i militari che tornano in patria cadaveri vengano seppellitti senza badare a spese. L'area dove sono sepolti 3.000 soldati che avevano perso la vita in Vietnam o nelle ultime due guerre nel Sud est asiatico è di una bellezza mozzafiato. L'unica pecca è il troppo sole che batte sulle tombe, dal quale i visitatori non possono ripararsi. Un altro cimitero monumentale riservato ai caduti si trova in Alabama. Vagando tra le tombe si scopre che ci sono anche caduti illustri, come Matthew Leonard, a capo del famoso Platoon dal quale è stato tratto il film omonimo. Una piccola zona del Golden Gate Memorial Graveyard, a Los Angeles, è riservata a due dei 4.000 cani che morirono in Vietnam, Bonus e Blackout, saltati in aria assieme ai loro istruttori mentre saggiavano un campo minato. Se fossero tornati a casa vivi, sarebbero finiti anche loro a soffrire gli stenti in mezzo alla strada. Bianca Cerri domenica, 27 febbraio 2005 ALLARME PENA DI MORTE IN AMERICA 1 MARZO: Stephen Mobley, Georgia, bianco, 35 anni, condannato per l’omicidio di John Collins. Il processo che lo ha visto imputato per un reato capitale è stato fortemente condizionato dalle continue ingerenze del giudice. Nell’agosto del 2002, una Corte Federale aveva rinviato l’esecuzione proprio in quanto il processo non aveva consentito una giusta valutazione del caso. Ora, il tribunale ha deciso di mettere a morte Mobley anche in presenza di un evidente pregiudizio nei suoi confronti. Per firmare una petizione a favore della vita di Stephen Mobley: O rivolgersi direttamente a: b.cerri@reporterassociati.org
8 MARZO: George Hopper, Texas. Lo Stato del Texas si appresta a giustiziare George Hopper Jr. per un delitto di cui fu accusato nel 1983. Le modalità con cui Hopper fu indotto a confessare esulano dalla legge. Per firmare per la vita di Hopper:
http://www.demaction.org/dia/organizations/ncadp/campaign.jsp?campaign_KEY=408 8 MARZO: William Henry Smith, Ohio. Smith verrà giustiziato per un delitto compiuto da altri nel 1987. L’imputato respinge da allora ogni accusa. William Henry Smith soffre di turbe psichiatriche. A 15 anni era già alcolizzato. La legge americana prevede che l’imputato debba riuscire a comprendere pienamente la severità della pena che gli verrà inflitta ma, in questo caso, l’imputato è stato condannato in assenza della capacità di intendere e volere. Il processo contro Smith non è stato un processo equo. Il tribunale non ha mai convocato un esperto in grado di valutare le capacità di ragionamento. Una firma per la vita di William Henry Smith:
http://www.demaction.org/dia/organizations/ncadp/campaign.jsp?campaign_KEY=402 10 MARZO: Donald Ray Wallace, Indiana, affetto da disturbi psichici di varia natura. A 4 anni, Wallace è stato affidato ad un orfanotrofio e, fino all’adolescenza, ha conosciuto solo istituti per bambini abbandonati. Una firma per Wallace:
http://www.demaction.org/dia/organizations/ncadp/campaign.jsp?campaign_KEY=410 11 MARZO, William Powell, Carolina del Nord, la cui vita è stata una continua battaglia per liberarsi dall’assuefazione agli stupefacenti. Soffre di turbe mentali e possiede capacità di ragionamento molto limitate. E’ padre di un bambino handicappato. E’ stato condannato alla fine di un processo pieno di lacune. Molti reperti che avrebbero potuto fargli ottenere una condanna più umana non sono mai stati presentati in aula. 15 MARZO, Jimmy Ray Slaughter, Oklahoma, ritenuto innocente anche da un ufficiale di polizia. Dennis Dill, oggi pensionato, ex poliziotto afferma che sarebbe un barbaro errore mettere a morte Slaughter. Secondo Dill, le indagine sono state condotte in modo scriteriato. Il delitto aveva tutte le caratteristiche di una tragica conclusione seguita ad una lite in famiglia. Non esiste alcuna prova che Slaughter sia l’autore del delitto. L’esame del DNA fatto su un capello rinvenuto sul luogo del delitto ha dimostrato che il capello non appartiene a Slaughter. Per inviare gli appelli:
http://www.demaction.org/dia/organizations/ncadp/campaign.jsp?campaign_KEY=413 16 MARZO, Pablo Melendez Jr., Texas: un caso che ha tutte le caratteristiche di un tragico errore giudiziario. Tutti gli elementi riscontrati dimostrano in modo inequivocabile l’innocenza di Melendez. Quando lo hanno condannato a morte apparteneva ad una gang conosciuta come “La Loma”. Melendez aveva allora 18 anni. Non ricorda nulla di quanto avvenne la sera del delitto, perché era ubriaco. L’identikit fatto in base alle indicazioni dei testimoni oculari riconduce ad una persona dalle caratteristiche completamente diverse da quelle di Melendez. L’assassino portava i capelli raccolti in una coda ed aveva un tatuaggio che Melendez non ha mai avuto. 16 MARZO, Stanley Hall, Missouri: mercoledì, 02 febbraio 2005 TERRORE E TORTURA ALL'AMERICANA
La brutalità delle immagini provenienti dall'Iraq dove si vedevano uomini e donne torturati dai militari americani, arrivate al pubblico nell'aprile del 2004, rivelano pratiche aberranti ma niente affatto nuove. Già agli inizi delle Colonie, lo stupro, i linciaggi, la devastazione di intere comunità fanno parte della violenza di stile razzistico del potere USA almeno quanto i massacri nei villaggi vietnamiti, le torture praticate in centro America ma apprese negli Stati Uniti, gli strumenti di contenzione, le prigioni di massima sicurezza, ecc. Ma è inutile cercare di scoprirlo sui testi ufficiali. La tortura esiste ma gli studenti non devono saperlo, così come deve rimanere all'oscuro il popolo. La stampa americana non fa mai accenno ai metodi praticati per favorire l'egemonia capitalista, perché non si azzarderebbe mai a compromettere i privilegi delle persone ricche e famose per favorire la popolazione di colore o la classe operaia. Il governo americano fa spesso pressioni sul Qatar affinché censuri Al-Jazeera, che si è spesso vista piovere bombe sugli uffici e ammazzare i corrispondenti per aver osato riportare gli effetti della guerra sul popolo iracheno. Negli Stati Uniti nessuno ha voglia di parlare del colonialismo e della tortura che lo accompagnò. I messicani invece lo fanno. La letteratura messicana e "chiana", la poesia descrivono spesso la desolazione del "pinto", del carcere, le condizioni disumane nelle celle, gli abusi compiuti dalla polizia tra il 1960 ed oggi. Artisti come MC, Pyscho Realm, Aztlan Underground, ecc. invocano proprio lo spirito della tradizione orale messicana e registrano i sentimenti che animarono i maschi "chicanos" sottoposti all'orrore dell'imperialismo USA. Anche il rapper Nuevo Xol canta della violenza praticata dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles. O dei metodi praticati dai Texas Rangers, dagli sceriffi californiani, dalle forze speciali americane. Claudia Rivera ha fatto per il marito Steve una meravigliosa pagina web, dove ricorda la sua figura e la loro felice vita insieme prima che Steve, ancora giovanissimo, venisse assassinato da un poliziotto senza nessun motivo. Quando afro americani e latini non vengono assassinati dalle forze dell'ordine, è facile che finiscano in galera. Psycho Realm, un gruppo rap composto da due fratelli, lo testimonia in un album che s'intitola "Palace of Exile". L'incarcerazione di massa serve per tenere sotto controllo le comunità dove potrebbero verificarsi insurrezioni e ribellioni. Sono comunità che il sistema teme perché potrebbero compromettere i privilegi delle elites. La stampa USA e il sistema politico hanno etichettato tutti i gruppi che non si conformano alle loro regole come "membri della jihad". Vogliono tagliarli completamente fuori dall'economia, dall'accesso al benessere comune e da ogni altra forma di indipendenza. Nelle comunità dove abitano le minoranze sta avvenendo più o meno ciò che accade in Iraq. Basta poi leggere i giornali per rendersi conto che, quando un membro di una minoranza commette una rapina, la cronaca tende a farlo apparire come un mostro da perseguitare. Come avveniva appunto ai tempi delle colonie: i bianchi si erano impadroniti del potere economico, dei raccolti e di tutto il resto sia a Cuba che nelle Filippine. Lo stesso avvenne in Vietnam durante la guerra voluta dagli americani. E oggi lo stesso avviene in Iraq, dove le elites hanno già sottratto al popolo iracheno il petrolio che apparteneva al loro paese. Nel disco "Die For Nothing", alcuni musicisti afro americani fanno un'analisi perfetta delle similitudini tra le forme antiche di oppressione e quelle moderne. Il gruppo dei Groundkeepers chiede ai suoi supporters di sviluppare al massimo la loro identità anti-colonialista. Altri rappers hanno spesso composto pezzi dove si inneggia ad una nuova società creata dalle ceneri di quella vecchia. Bianca Cerri lunedì, 24 gennaio 2005 LA FINE DEL MITO AMERICANO
Lo spot è sempre quello: l'America è la più bella e la più brava, gli altri si sparino pure o, almeno, imparino a stare al loro posto. Tuttavia, ci sono alcuni settori dove i risultati ottenuti dagli americani lasciano molto a desiderare. Lo scorso 4 dicembre, il New York Times ha dovuto arrendersi ed ammettere che gli Stati Uniti sono solo al 49° posto per quanto riguarda l'alfabetizzazione. Per essere un popolo che ama i grandi spazi e la vita all'aria aperta, gli americani si dimostrano poco informati per quanto riguarda il sistema solare. Solo il 20% sa che è la terra a fare il giro del sole e non viceversa. Nel 2004, gli allievi stranieri nelle università USA sono calati del 28%. L'Europa ha riguadagnato il suo vecchio fascino e spesso gli studenti preferiscono i vecchi e decadenti atenei europei quelli freddi ed impersonali negli Stati Uniti. Il sistema sanitario americano è al 37° posto. Per di più, se lo possono permettere in pochi e a caro prezzo. Gli Stati Uniti sono uno dei pochi paesi occidentali al mondo a non avere un sistema sanitario pubblico. Almeno 18.000 persone perdono la vita ogni anno perché non possono accedere alla sanità, un numero pari a sei volte quello delle persone morte l'11/9. L'assistenza all'infanzia è ormai precipitata al 22° posto nelle classifiche mondiali. Un punto in più del Messico, che però non è una nazione considerata industriale. Per quanto riguarda la mortalità infantile, gli Stati Uniti sono al 41° posto. I salari sono molto più bassi rispetto all'Europa. E le grandi industrie statunitensi superano solo di poco le europee nelle classifiche dei luoghi di produzione migliori sulle liste compilate dalle riviste di economia. Tanto che molti americani temono che presto s'inizierà a parlare di "sogno europeo". E un gruppo di 5 aziende europee raggiunge da solo quello di 10 "sorelle" americane. Almeno 80 milioni di persone non si recano a votare. In un altro paese, un numero tanto alto di astenuti porterebbe a dubitare della legittimità di un'elezione. Un terzo dei bambini americani che nascono ogni anno vengono denunciati da un solo genitore. E 900.000 vengono abusati sessualmente. (Ultima statistica risalente al dicembre del 2002). In compenso, l'America è da anni al primo posto per quanto riguarda la vendita di armi da fuoco. Bianca Cerri domenica, 23 gennaio 2005 FABBRICHE DI ANGELI Il governatore del Mississippi, Haley Barbour ha autorizzato l'inserimento di piccolo croci bianche davanti al Campidoglio in memoria dei "bambini mai nati che muoiono in America ogni giorno" e lo ha fatto con un decreto. Con una Corte Suprema dove l'età media è 65 anni, che cosa non farebbero i Governatori per farsi pubblicità nella speranza che il posto che presto si libererà, visto che il giudice Renquist è molto malato, tocchi proprio a loro. Il dibattito sull'aborto è molto acceso in Mississippi anche se la legge lo consente. Molti rimasero sorpresi quando il Mississippi approvò le leggi che consentono alle donne di essere assistite in ospedale se decidono di abortire. In Texas ed in Louisiana è stata fatta una battaglia molto più dura. Solo che il governatore del Mississippi sta facendo tremare la terra sotto i piedi alle donne. Le autorità non hanno alcune simpatia per le leggi sull'aborto ma, in Mississippi, se venissero abolite bisognerebbe fare una lunga lotta per riaverle. E sembra proprio che il pericolo esista. Il Mississippi è terzo sulla lista degli stati per quanto riguarda le gravidanze delle minori eppure è uno dei posti dove si abortisce di meno. Il risultato? il tasso di mortalità infantile più alto di tutti gli Stati Uniti. Nelle regioni del profondo sud, sul delta del fiume, 18 bambini su mille muoiono per problemi legati alla denutrizione prima di compiere il primo anno di età. Mortalità infantile ed indigenza femminile vanno spesso insieme: ancora oggi, le donne sono meno emancipate negli stati dove l'aborto è proibito o dove è troppo costoso. La povertà delle donne è dovuta alla disparità di salari. Abortire, anche quando è consentito, è costoso e non tutte possono permetterselo. Rivolgersi alle organizzazioni che si occupano di assistenza sociale è un rischio: l'unico sostegno che offrono alle donne sono le prediche sull'immoralità dell'aborto. Per via dell'ostilità nei confronti dell'interruzione di gravidanza, almeno il 60% delle donne del Mississippi va ad abortire negli stati limitrofi. Nel Delta, si usa ancora farsi trattare dalle cosiddette "mammane". Una delle poche operatrice che sostiene soprattutto le giovanissime che si trovano ad affrontare una gravidanza indesiderata si lamenta per la mancanza di fondi. Per le 24 ore di attesa previste dalla legge come "pausa di riflessione" prima di poter abortire le ragazze non sanno dove andare, temono di essere scoperte o, semplicemente, non sono autorizzate a pernottare fuori e hanno paura dei genitori. Costringere soprattutto le adolescenti a vagare per 24 ore in attesa di abortire è l'ennesimo escamotage per costringerle a tenersi il bambino. L'ira dei cosiddetti "comitati per la vita" si abbatte spesso sui medici in modo brutale. Come è accaduto al dottor Donald Whitaker, un giovane medico che, fino al gennaio del 2004, lavorava nell'ambulatorio OB-GYN di Hattsieburg e praticava aborti come volontario anche su un'unità mobile della Clinica per la Pianificazione della Maternità. L'unità mobile è stata distrutta a martellate dagli anti-abortisti. E' noto il caso di un altro medico abortista, Bayard Briton e della sua scorta, entrambi assassinati dal predicatore Paul Hill per "tutelare la vita". Uno degli anti-abortisti più famosi si chiama McMillan e passa i pomeriggi fuori dalle cliniche urlando contro tutte le donne che si recano ad abortire. E' amico del governatore, che professa le sue stesse idee. Anche molti giudici hanno pubblicamente espresso il proprio dissenso nei confronti dell'aborto. Trovarne uno che veda di buon occhio la pratica è praticamente impossibile. Sono molto critici sull'aborto anche molti democratici. Nei confronti dei colleghi a favore, si comportano come censori. L'unica candidata al Senato nota per le sue opinioni liberali in materia è stata spesso insultata in Parlamento. "Quasi tutte le donne sotto i 45 anni in America hanno abortito", ha risposto la senatrice Barbara Blackmon. Rimproverata da una collega anti-abortista le ha imposto di tacere ricordandole che, a suo tempo, anche lei aveva abortito. Blackmon non è stata più eletta ed è tornata a casa sconfitta. I politici hanno il terrore di contraddire il governo. Soprattutto in materia di aborto. Tra l'altro, la legge considera bambini completamente sviluppati i feti oltre le 20 settimane e si rischia l'accusa di associazione in omicidio. Nelle cliniche dove si praticano interruzioni di gravidanza, i medici sono costretti dalla legge ad avvertire le donne che l'aborto aumenta il rischio di sviluppare un tumore del seno. "Direi che è giusto", dice il governatore. E non nasconde le sue speranze di governare un giorno uno stato dove l'aborto sia fuori legge. Le donne facciano come credono. I guai se li sono cercati…. Bianca Cerri mercoledì, 19 gennaio 2005 RON PAUL, UN REPUBBLICANO ANOMALO L'altro giorno, ho fatto una gaffe enorme alla TV nazionale: ho detto la verità sui crimini del governo degli Stati Uniti. Come potete immaginare, sono caduti il soffitto ed anche un paio di muri. Si suppone che i membri del Congresso sostengano il governo, mi fu detto. Oh, non è un problema criticare uno spigolo male arrotondato, ma ci sono certi argomenti contro cui un membro del Congresso ha il supposto dovere di non puntare il dito. Ma io ho toccato la parte essenziale della politica americana sicuro che ciò avrebbe provocato scintille. Ero intervistato dal “Washington Journal”, l'emissione mattiniera su C-SPAN, e ho afferrato al volo l’opportunità, come ogni volta che appaio sui media, per mettere in evidenza come molte libertà ci siano state rubate dal governo federale. Dobbiamo riprendercele. La Costituzione, dopo tutto, prevede un ruolo molto limitato per Washington. Se seguissimo la Costituzione alla lettera, non ci sarebbero: i federali che si immischiano nelle nostre scuole; la Federal Reserve; la partecipazione degli USA nell’ONU; i controlli sulle armi; e gli aiuti stranieri. Non avremmo il welfare per le grandi società, o per i “poveri”; le truppe americane in 100 paesi stranieri; il NAFTA, GATT; gli arroganti giudici federali che usurpano i diritti degli stati; gli attacchi alla proprietà privata; e le tasse sul reddito. Potremmo essere liberi dalla maggioranza dei dipartimenti di gabinetto, dalla maggioranza delle agenzie, e dalla maggioranza delle spese. Il governo sarebbe piccolo, economico e limitato. Questo sistema è chiamato Libertà. È ciò che ci hanno dato i Padri Fondatori. Con la libertà abbiamo costruito la più grande, libera, prospera e accettabile nazione della Terra. Non è una coincidenza se la crescita mostruosa del governo federale ha determinato uno stupefacente declino del livello di vita e dei principi morali. I federali vogliono che noi siamo come i criceti che faticano duramente nelle loro gabbie tutto il giorno, al fine di pagare delle pesanti tasse ed essere docili e controllati. La balena mostruosa, dispendiosa, incontrollata, che chiamiamo governo federale vuole dirigere tutti i più piccoli aspetti della nostra vita. Bene, sono spiacente, ma ciò non è l’America. Ciò che i Fondatori ci hanno tramandato, non è il paese che conoscete attualmente. Questa America non è il paese nel quale credo. All'epoca di questa intervista teletrasmessa, non ho messo l’accento solamente sugli attacchi contro il nostro patrimonio privato, ma anche sull’annullamento delle nostre libertà civili ora nelle mani della polizia federale. La Costituzione non ha mai previsto l’esistenza di una qualsiasi polizia federale. Ho superato poi decisamente il confine. Ho parlato del massacro di Waco. Bill Clinton e Janet Reno hanno parlato del massacro di queste 81 persone di cui 19 bambini, bruciati nell’incendio della loro chiesa, essendosi, secondo la versione ufficiale, essi stessi data la morte, ottimo rifugio per loro. Peraltro alcuni superstiti sono stati giudicati e sono stati gettati in prigione per quarant’anni. Dobbiamo ricordarci che l’Ufficio dell’Alcool, del Tabacco e delle Armi da Fuoco – un’agenzia perfettamente incostituzionale - piuttosto che fermare Davide Koresh all’epoca del suo jogging mattiniero, ha fatto venire tutti i canali della televisione per un grande show genere mattanza ed ha mandato una squadra di swat (teste di cuoio - ndt) con delle maschere e delle uniformi nere per demolire la porta d’ingresso coi lanciafiamme; hanno mandato anche un elicottero armato di mitragliatrice per sparare sul tetto della chiesa riempita di innocenti. I Davidiani hanno resistito e dopo un assedio spietato durato due mesi, dopo averli affamati e lasciati senza acqua né elettricità ed aver loro suonato un rock terribile sparato con enormi altoparlanti 24 ore su 24, i “Federali” hanno mandato carri armati per abbattere i muri della chiesa ed iniettarvi gas CS tossico. Adesso, il gas CS è bandito dalla Convenzione di Parigi sulla Guerra Chimica. Gli Stati Uniti non potevano usarlo in guerra, ma potevano usarlo, e lo hanno fatto, contro i civili americani. Dopo che i carri armati fecero il loro lavoro sfondando i muri della chiesa, il fuoco divampò all’improvviso nell’edificio e tutti gli occupanti, uomini donne e bambini perirono bruciati vivi tra grida di orrore. Il fuoco è stato appiccato da qualche agente federale? È stato il gas CS infiammabile che ha preso fuoco, poiché da quando erano stati privati dell’elettricità i parrocchiani utilizzavano delle lanterne? È stato un carro armato durante l’azione di sfondamento a rovesciare una lanterna, mandando a fuoco una delle balle di fieno che erano state messe contro i muri poco spessi per difendersi dai proiettili? O i Davidiani, come Clinton e Reno affermano, si sono dati la morte da soli? Un nuovo documentario “Waco: Regole di Attacco” mostrerebbe, per mezzo di fotografie infra-rossi FLIR, dei tiratori scelti del FBI che uccidono i Davidiani sparando da dietro la chiesa... la dove le telecamere dei media non avevano il diritto di filmare. Questo film ha ottenuto un premio al Sundance Film Festival. È stato fatto con le riprese che provengono da differenti fonti informative autorizzate dal governo, mentre gli avvenimenti si svolgevano. Indipendentemente dalla verità, è fuori dubbio che l’irresponsabile governo federale ha sulle sue mani il sangue di questi innocenti, e non solamente quelli di Waco. Il rifiuto di ammetterlo da parte di liberali perversi e corrotti non significa proprio niente. Durante questa intervista, in risposta alla chiamata di una persona, ho detto che sono stato toccato nel vedere come gli assassini della FBI, a Ruby Ridge, in particolare gli snipers della FBI, hanno potuto sparare nella testa di una donna che teneva il suo bambino tra le braccia, ciò ha avuto come effetto che molti americani hanno ora paura del potere federale. Poi ho espresso il sentimento che ha causato l’isteria dei media: ho detto che numerosi americani vivono nel timore di essere un giorno attaccati da un commando federale mentre esercitano solamente i diritti che la Costituzione loro riconosce, o perché desiderano semplicemente che li si lasci soli. Whoa! Avreste dovuto vedere! Per giorni, durante un assalto generale, mi sono ritrovato nel mezzo degli attacchi di Democratici, sindacati, delle grandi imprese dei notabili Repubblicani e certamente dei media, a Washington ed anche nel mio stato, il Texas. Gli editorialisti avevano la bava alla bocca e mi trattavano da estremista di destra (ditemi un po’, questo non è ciò che Giorgio III diceva di Thomas Jefferson?). Sono stato biasimato anche a causa dell’attentato all’esplosivo di Oklahoma City! A questo proposito, non credo che sia stata fatta luce nemmeno su quest’altro fatto. Tutti i miei avversari si sentivano oltraggiati sapendo che un membro del Congresso potesse rendersi colpevole di un tale crimine di lesa-maestà. “Se non ti piace Washington, dimettiti!”, recitava il titolo del tipico giornale della grande città. I media, come al solito, erano tutti proni davanti al potere (Potranno dire mai qualche cosa di vero?). Per un Membro del Congresso è sensato andare a Washington per rotolarsi nel potere e riempirsi le tasche con un grosso contratto lobbistico (così può fregarsene dei contribuenti!). Ma io non sono al Congresso per questo, non ho lasciato la mia professione di medico per questo. Non è per questa ragione che ho sopportato tutti questi abusi. Non è per ciò che rifiuto la pensione di lusso del Congresso. Sono in questa lotta al servizio di un ideale. Voglio lasciare ai miei bambini ed ai miei nipoti, a voi e alla vostra famiglia, un’America grande e libera, un’America fedele alla sua Costituzione, un’America degna della sua storia. Non voglio lasciare i parassiti, clown e criminali a mettere in opera i loro piani. Sono al Congresso per difendere il concetto di Libertà, questa idea che condividiamo tutti e sono qui per le persone del mio distretto, per le persone del Texas, per il popolo dell’America. Questa è la ragione per cui lavoro, per far cessare gli abusi federali e per abolire oltremodo queste tasse che il governo percepisce, sopprimere questi burocrati, questa polizia paramilitare, le sue spese, i suoi interventi e tutte le decisioni incostituzionali che prende. E non con un paio di forbici da unghie ma con un martello ed uno scalpello. Non volete aiutarmi a fare ciò? Non rimarrebbe gran che della balena federale se potessi fare ciò che so essere la verità. Ma voi sareste in grado di custodire il denaro che guadagnate, la vostra proprietà privata sarebbe sicura, i vostri dollari sarebbero sani, la vostra scuola locale sarebbe al massimo livello ed i vostri bambini non sarebbero mandati all'estero per fare una di queste guerre inutili e viziose con o senza il casco blu dell'ONU. E Jefferson e gli altri Fondatori riconoscerebbero il nostro governo, ed i nostri discendenti ci benedirebbero. A questo proposito, quando dico sopprimere le tasse, non vi suono il violino col programma delle tasse, voglio dire solamente l’abolizione dell’imposta su reddito e dell’amministrazione che gli è legata: l’IRS, e... Recentemente, ho chiesto ad un celebre Presidente del Comitato Repubblicano, che non smette mai di dire che bisogna sbarazzarsi dell’IRS, perché poi ha progettato segretamente l’aumento di 580 milioni di $ per gli esattori. “Ne hanno bisogno per acquistare dei computer”, mi ha risposto. Dunque a quanto pare, per loro, l’IRS non ci spreme ancora sufficientemente! L'unione Nazionale dei Contribuenti mi ha dato il voto più alto come difensore dei contribuenti di tutta la storia del Congresso, ha detto che sono “il migliore amico dei contribuenti”. Sapete che non vado a giocare i giochi del Campidoglio con la squadra del Campidoglio, denunciando l’IRS e poi chiedendo a voi più denaro da consegnare alla Gestapo, che rimugina una nuova tassa federale affinché vi stringano ancora più la cintura. Voglio abolire anche la Federal Reserve... Il valore del nostro dollaro ed i nostri tassi di interesse non si suppone che siano manipolati segretamente da alcuni membri dell’élite al potere in un hotel di lusso tutto di marmo. La Federal Reserve è incostituzionale, puramente e semplicemente. L'unico valore di riferimento costituzionale è l’oro e l’argento per i biglietti rimborsabili con questi metalli preziosi. Non la moneta giocattolo della Fed. Senza la Federal Reserve, il biglietto verde non girerebbe all’ordine delle grandi banche e del governo per gonfiare la moneta. La vostra economia non si scioglierebbe sotto l’effetto dell’inflazione e di più, ed è importante, non conosceremmo queste sempiterne tensioni ed allentamenti, recessioni e depressioni che peggiorano ad ogni rimbalzo. Ciò non è inerente al libero mercato, è il risultato degli intrighi che hanno luogo alla Fed. Il Presidente Andrew Jackson disse che la Federal Reserve nel diciannovesimo secolo era “Il Mostro”, perché era un fattore di inflazione e fonte di ogni tipo di interessi speciali direttamente legati alla corruzione. Lasciatemi dire che le cose non sono cambiate nemmeno un po’. Lavoro anche per salvare le nostre scuole dall’ingerenza di Washington. Grazie ai federali, i nuovi programmi di studio non solo dipingono i Fondatori come “razzisti, schiavisti ed elitari”, ma in più cercano di livellare verso il basso tutti gli studenti per renderli omologati. La lettura globale e la soppressione della fonetica hanno lo stesso scopo, simile notizia per la matematica “confusa”, tanto che non ci sono più né buone né cattive risposte. È di questo genere di matematica che devono fare uso al Tesoro americano! Certamente è quella che è in vigore al Congresso. Ma è giocoforza constatare che dall’inizio dell’aiuto federale all’educazione, e soprattutto dall’insediamento del corrotto Dipartimento dell’educazione, i punteggi si abbassano, le scuole, escluse poche eccezioni, peggiorano di anno in anno. Per salvare i nostri bambini, dobbiamo sottrarre le nostre scuole locali dall’ascendente nefasto dei federali e dobbiamo rimettere l’autorità ai genitori. È ciò che dice la Costituzione ed è anche quello che dice la Bibbia. Ed adesso uno dei miei argomenti favoriti: il governo mondiale dell'ONU è evidentemente completamente incostituzionale. Esso mina la nostra sovranità nazionale nel peggior modo. Questo è il motivo per cui vorrei uscire dall'ONU, e lasciarla camminare da sola. Dopo tutto, l’ONU è socialista e corrotta (parecchi voti possono essere acquistati con “una bionda ed una cassa di Scotch”, mi ha confidato un giorno un ambasciatore all’ONU). Costa parecchi miliardi di dollari tenere i nostri soldati in uniforme delle Nazioni Unite sotto i comandi stranieri per mandarli nei paesi dove hanno luogo delle guerre incostituzionali e non dichiarate. Quando Michael New, uno dei giovani uomini più eccellenti che ho incontrato, ha rifiutato di vestire l’uniforme dei caschi blu, è stato dimesso dall'esercito americano. Quale oltraggio! Non date più un centesimo all’ONU, mai più un soldato americano, né in Bosnia, né ad Haiti, né in Somalia e né nel Ruanda. So che è radicale, ma come arrivare se no a fare in modo che gli sforzi dell’esercito americano siano dedicati unicamente alla difesa dell’America e solamente dell’America? Questo tipo di idee, detto da un giornalista, fanno di me un dissidente che non potrà andare mai lontano perché non potrà andare a cercare solo ciò che sogna di ottenere per l’America. Maledizione! Che cosa vuole dire “andare lontano”? Arrivare ad un bel posto di governo? Al diavolo anche quello. Non vado a vendere il mio voto ai maiali! Quando camminavo lungo il Campidoglio stamattina, ho sentito della collera salire in me, l’edificio è pieno di statue e di dipinti che rappresentano Jefferson, Madison ed altri Padri Fondatori. Queste persone hanno sacrificato tutto per darci un paese libero ed una Costituzione per potere preservare questa libertà. Quando sono stato eletto la prima volta, ho messo la mia mano sulla Bibbia e ho prestato il giuramento di rispettare la Costituzione. È esattamente in questo senso che mi batto. Ma tali idee rendono pazzi i liberali... Unitevi a questa lotta per la Costituzione, smettete di seguire quelli che vogliono distruggerla e gettarla nel Potomac (fiume di Washington – ndt). Insieme possiamo riprendere la fiaccola dei Fondatori. Insieme possiamo riscrivere questa storia! Sinceramente, Ron Paul, Membro del Congresso americano 203 Canon, Washington D.C. 20515 Fonte: http://www.progettoterra.it/ronpaul.htm Articolo originale: venerdì, 24 dicembre 2004 IL KANSAS ABOLISCE DE FACTO LA PENA DI MORTE Bellissima notizia natalizia: il Kansas diventa il 14° stato senza la pena di morte. Non è stata ufficialmente abolita ma le sei condanne sono nulle per "vizio di forma". La legge, statica da dieci anni, va riesaminata. Per ora non si potranno infliggere altre condanne. La pena di morte è stata sempre poco popolare in questo Stato. Le leggi capitali verranno vagliate daccapo a partire dal 10 gennaio. Ad ogni modo, i sei condannati attualmente nel braccio della morte non potranno essere giustiziati. Va detto che in Kansas non venivano portate a termine esecuzioni da dieci anni, un tempo sufficiente per rientrare tra gli stati abolizionisti. Un magnifico Natale, almeno per i sei condannati del Kansas "graziati" de facto. Bianca Cerri |
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